Rilancio: Binetti (Udc), per favore non prendiamo in giro giovani medici

(DIRE) Roma, 7 lug. – “Finiti i tempi in cui nel pieno di un dramma nazionale medici ed infermieri erano acclamati come eroi e gli specializzandi erano sollecitati a mettersi in gioco per supplice alle carenze che l’emergenza aveva fatto esplodere. Conosciamo l’amarezza con cui molti di loro sta sperimentando il lievitare del contenzioso scaturito dai familiari che hanno visto morire le persone care; ma conosciamo anche la delusione con cui si sono visti negare quel bonus premiante con cui si sarebbe dovuto materializzare il parziale ringraziamento a chi si era prodigato h24 per supportare un servizio sanitario in affanno. Ma ora davanti ai giovani neo-laureati di due anni accademici 2018-2019 e 2019-2020 si apre uno scenario che non promette nulla di buono. Prima di tutto perche’ per una singolare coincidenza si preparano a sostenere gli esami della scuola di specializzazione sia i laureati che hanno dovuto affrontare il tirocinio formativo per conseguire l’abilitazione, sia i colleghi piu’ fortunati che invece hanno sostenuto un esame di laurea abilitante. Arrivano insieme alla prova e dovranno spartirsi i posti disponibili per le scuole di specializzazione. A loro si aggiungeranno i colleghi che non erano riusciti ad entrare negli anni precedenti. Un piccolo esercito di laureati in medicina che il prossimo 22 settembre si appresta a sostenere un esame di cui non conosce ancora le modalita’, ma soprattutto ignora il dato piu’ importante: quanti saranno i posti veramente messi a concorso. Il MIUR ha fatto sapere che e’ stato approvato un incremento di 4.200 contratti di formazione medica specialistica per l’a.a. 2019/2020 tra le misure previste nel nuovo decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, recante ulteriori misure per far fronte all’emergenza Covid-19. Ma si ignora il dato di partenza: esattamente a che numero di partenza si sommano le promesse 4200 borse aggiuntive”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti (Udc), che continua: “La legge 502/92 afferma che non si possono assumere incarichi dirigenziali nel Sistema Sanitario Nazionale senza il titolo di specialista. È quindi di specialisti la grave carenza dei medici. Eppure quest’anno il numero degli iscritti ai vari Corsi di laurea in medicina aumentera’ all’incirca di 1400 unita’, arrivando a superare i 13.000 posti. Tra sei anni, come e’ nella migliore tradizione ella facolta’ di medicina si presenteranno al traguardo dell’esame della scuola di specializzazione senza sapere su quanti posti potranno contare, nella certezza invece di non poter esercitare dignitosamente la loro professione di medici se saranno privi di specializzazione. Tutto appare precario: salvo la data del 22 settembre, ma an che in questo caso non si capisce dove e come si potranno collocare tutti i partecipanti ad una selezione aspra e difficile, da cui dipende il futuro di molti di loro. Perche’, molto del loro futuro professionale, dipendera’ anche dal luogo dove potranno fare la specializzazione, dalla qualita’ della scuola, dalla efficacia dei modelli organizzativi della struttura, dall’imprinting scientifico che riceveranno a e dalle concrete possibilita’ di poter fare in prima persona le cose che qualcuno insegnera’ loro a fare stando accanto al malato”. (Vid/ Dire) 11:35 07-07-20 NNNN