Dl Semplificazioni: Binetti (Udc), senza fiducia reciproca non si può semplificare

(DIRE) Roma, 3 lug. – “Non stupisce che il Governo sia in difficolta’ davanti al prossimo decreto sulla Semplificazione, perche’ ormai il grado di difficolta’ del governo sta crescendo in modo esponenziale su qualsiasi questione. A cominciare dalla carenza delle risorse largamente promesse in TV, attraverso tutti i telegiornali, ma distribuite poi disordinatamente, a pioggia, secondo il metodo degli acconti, un po’ qui e un po’ li’, senza soddisfare nessuno. Non si possono semplificare processi di cui mancano ancora soluzioni adeguate, come conferma ogni volta di piu’ il famoso reddito di cittadinanza, che ha contribuito a moltiplicare prima della pandemia l’esercito dei disoccupati e degli inoccupati. Eppure di semplificare ci sarebbe un estremo bisogno non solo per gli appalti bloccati, per cui si temono infiltrazioni mafiose, ma anche per procedure relativamente piu’ semplici come quelle che riguardano i malati rari, i malati cronici, gli anziani e le persone con disabilita’. E’ incredibile assistere alla giungla di passaggi burocratici attraverso cui debbono passare persone affette da una visibile, concreta e irrevocabile patologia. Dietro la complicazione si nasconde il sospetto della appropriazione indebita, il conflitto di interessi, il falso in atto pubblico e invece di considerare le famiglie la maggiore risorsa di queste persone, le si penalizza con una complicazione burocratica che le umilia e le fa sentire sempre piu’ sole. La rarita’ per alcuni malati non e’ piu’ solo un fattore di carattere epidemiologico, ma una drammatica condizione di solitudine e di isolamento. Semplificare significa spesso spendere meglio e non necessariamente spendere di piu’; ma significa soprattutto fidarsi ed investire nei controlli a valle e non nei controlli a monte che non consentono neppure di mettere mano alle possibili iniziative. Oggi il deficit di semplificazione e’ un deficit di fiducia!”. Lo afferma la senatrice Paola BINETTI, UDC, che conclude: “Il governo non si fida dei cittadini che a loro volta non si fidano del governo, in un circolo vizioso che sta distruggendo risorse umane, sociali ed economiche nel paese. Il virus della sfiducia sta erodendo lo spirito di iniziativa delle persone e delle aziende: aziende che non aprono in questa fase di presunto rilancio Italia perche’ non si fidano della pressione fiscale che si scatenera’ su di loro e preferiscono tenere operai ed impiegati in cassa integrazione. Anziani che chiudono i loro negozi, preferendo godere di quel che resta piuttosto che affidarlo alla voracita’ della Agenzia delle entrate. Famiglie senza eredi, che hanno scelto di spendere quel che hanno senza pensare di dover lasciare a qualcuno quel che hanno risparmiato. Non c’e’ fiducia nelle nuove generazioni, che a loro volta non ne hanno nelle generazioni che le hanno precedute. Il colmo dei colmi e’ quel che e’ accaduto con il personale sanitario deceduto in atto di servizio durate il coronavirus. Nessun riconoscimento per loro da parte di uno stato che ha preso cio’ che gli serviva, senza assumersi la responsabilita’ dei nuovi eroi di una guerra che si sta consumando nel mondo intero. Di uno stato cosi’ non ci si puo’ fidare e quindi non si puo’ semplificare…”. (Vid/ Dire) 11:51 03-07-20 NNNN